La Rete italiana

La Rete italiana nasce formalmente nel 1996, anno in cui si costituisce il Laboratorio internazionale “La città dei bambini” dell’ISTC- CNR, che ne cura il supporto e il coordinamento. Fanno attualmente parte della Rete italiana circa 60 città, di diverse dimensioni e caratteristiche territoriali.

Le città italiane che hanno aderito al progetto nel corso di questi anni hanno realizzato le attività con l’idea di base del cambiamento della città CON i bambini, ma molte di queste hanno cessato queste attività a causa del cambio dell’amministrazione.

In alcune Regioni si sono attivate collaborazioni e scambi di esperienze, pur mantenendo il rapporto con il Laboratorio di Roma. In Lombardia, l’ANCI Lombardia ha promosso incontri e materiali per la promozione del Progetto, che hanno prodotto nuove adesioni.

Tra le città italiane si distinguono esperienze significative e durature nel tempo, come San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, e Malnate, in provincia di Varese, contrassegnate da un forte impegno dell’amministrazione comunale e da un solido Laboratorio del progetto.

A parte l’esperienza della Rete regionale “Il Lazio, la Regione delle bambine e dei bambini” – attiva dal 2014 e coordinata dal Laboratorio regionale della Regione Lazio - non esistono al momento altre reti regionali consolidate.

Infine, si segnala che la Regione Marche ha finanziato con la legge regionale n.14/2017 il progetto “Città sostenibili e amiche dei bambini e degli adolescenti”, per favorire la partecipazione e la cittadinanza attiva, in attuazione della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.

Per rafforzare  il coordinamento a livello nazionale e collegarlo alle altre reti del progetto (Lazio, Italia, Spagna e America Latina), il Laboratorio internazionale promuove incontri e seminari formativi rivolti ai referenti delle città di recente adesione (amministratori, coordinatori e referenti del Progetto), produce materiali di studio sul Progetto, come i tre Manuali (di recente ristampa presso l’editore ZeroSeiUp), uno per ognuna delle attività del progetto e attiva ricerche sulla partecipazione e l’autonomia dei bambini.