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La lettera alle scuole

Roma, 9 marzo 2004

Cari Dirigenti scolastici e cari Insegnanti
delle scuole Elementari di Roma,
nella convenzione dei diritti dei bambini (New York, 1989) ci sono due articoli: il 28 dice che abbiamo diritto ad andare a scuola; il 31 dice che abbiamo il diritto di giocare. Dovrebbero essere uguali. Tutti e due importanti e rispettati. Invece i grandi pensano che giocare è un passatempo e basta o una perdita di tempo.
Gli insegnanti pensano che lo studio è più importante del gioco, pensano che la scuola sia importante per il futuro, mentre si gioca solo da piccoli e quindi non serve a niente. Dopo la scuola studiamo tutti i giorni. Prima facciamo i compiti poi il tempo che avanza giochiamo, qualche volta è successo di non avere il tempo per giocare.

Noi pensiamo invece che giocare è molto importante e forse più importante di tutto. Il diritto più grande dei bambini è la libertà di giocare.
Francesco Tonucci ci ha spiegato che anche gli scienziati che studiano lo sviluppo dei bambini sono convinti che il gioco è l'attività più importante di tutte.
Ma come facciamo a giocare se ci date tanti compiti? I compiti certe volte ci rovinano il tempo libero e non abbiamo mai il tempo di giocare. E poi con i compiti non si sviluppa la fantasia, con il gioco invece sì.

Allora vi chiediamo:

  1. Non dateci più i compiti per il fine settimana e per le vacanze, perché sennò che vacanze sono?

  2. Non dateci i compiti se facciamo il tempo pieno perché già facciamo 40 ore di scuola.

Invece di darci i compiti a casa possiamo farli a scuola, tutti insieme.
E invece dei compiti, nei fine settimana e nelle vacanze possiamo:

  • leggere libri (però solo leggerli!)
  • visitare musei
  • scrivere il diario (che deve essere segreto)
  • fare gite nei boschi per conoscere la natura
  • andare allo zoo per conoscere gli animali
  • disegnare
  • fare gite per conoscere meglio la storia
  • scrivere lettere segrete agli amici
  • disegnare fumetti
  • fare sport senza adulti

Speriamo che voi ci vorrete aiutare a difendere il nostro diritto al gioco.
Vi salutiamo tutti con affetto

Il Consiglio dei bambini di Roma